A maggio ha festeggiato i suoi primi vent’anni di attività ConVoi Onlus, associazione da cui è nata ConVoi Lavoro impresa sociale srl, socia fondatrice di (RI)GENERIAMO. Per celebrare questo importante anniversario abbiamo intervistato Valeria Gelmetti, Presidente del Consiglio direttivo di ConVoi Onlus, Manlio Mele, Direttore generale, e Paola Picco, Responsabile amministrativa e membro storico dell’associazione fin dall’inizio.

Innanzitutto buon anniversario! Qual è la storia di ConVoi Onlus?

La nostra “madre istituzionale” è stata AGB Onlus (Associazione Gruppo di Betania Onlus), gestita dalle Suore Missionarie di Gesù Redentore, con cui alcuni di noi erano in contatto personalmente per attività di volontariato. Costituita nel 1980, AGB ha sempre gestito le comunità educative di Villa Luce, in zona Affori a Milano. Verso metà anni 2000, alcune suore ci parlarono di questa nuova Associazione ConVoi Onlus, che avevano costituito appunto vent’anni fa, nel 2003, insieme ad alcuni volontari che prestavano servizio presso di loro. L’associazione era attiva nel campo del sostegno ad adolescenti e pre-adolescenti in situazione di disagio e alle loro famiglie. Ma all’epoca contava essenzialmente sul lavoro di persone che avevano già altri ruoli in AGB e aveva bisogno di rinforzarsi. Ed è quello che iniziò a fare in particolare Ivan Vitali, Direttore generale di ConVoi fino a pochi mesi fa. Così è iniziata la storia di ConVoi.

Quali sono state le tappe più significative di questi venti anni?

Fino quasi alla fine degli anni 2000, ConVoi poteva contare su due soli dipendenti, oltre a pedagogiste che collaboravano ai progetti, a un buon numero di volontari e al supporto di AGB. La prima grande svolta fu nel 2010, quando in partenariato con Acli Lombardia abbiamo realizzato un grosso progetto per il quartiere di Quarto Oggiaro, a Milano, che ci permise di relazionarci con numerosi altri enti e di arrivare ad avere una decina di dipendenti. L’obiettivo del progetto era di aiutare in tutti i modi possibili gli abitanti del quartiere, ad esempio con servizi di segretariato sociale, consulenza pedagogica, dopo-scuola. Un servizio che avevamo inventato fu particolarmente apprezzato: a dieci-quindici mamme che cercavano lavoro, e
che avevano bambini da 0-3 anni ma non possedevano i requisiti per mandarli al nido, tenevamo i figli per dar loro il tempo di recarsi a fare colloqui. Una seconda svolta legata al progetto di Quarto Oggiaro fu quando, in un servizio immediatamente successivo, nella direzione in partnership di una comunità mamma-bambino, conoscemmo la signora Ernesta “Tina” Sozzi. Fu lei, infatti, che poi ci fece dono della villa di Cesano Maderno, che era stata casa sua per anni e dove nel 2016 aprimmo la nostra prima comunità mamma-bambino, “La casa di Tina”. Era per la prima volta una struttura nostra, oltre che interamente gestita da noi, e al suo interno vennero attrezzati anche appartamenti per l’autonomia, che in termini di servizi offerti rappresentavano il naturale prosieguo del percorso di assistenza che fino a quel momento offrivamo. La terza svolta fu quando pensammo al passo ancora successivo, cioè a servizi di housing sociale. Abbiamo potuto iniziare a offrirli grazie a tre appartamenti a Mariano Comense che ci furono dati in comodato gratuito da Casa giovani. Così arriviamo a oggi, dove i nostri servizi sono articolati in gestione di comunità mamma-bambino, alloggi accreditati per percorsi di autonomia mamma-bambino e housing sociale. Tutto questo anche grazie ad altre donazioni importanti ricevute, come la villa ricevuta in comodato dalla famiglia Giussani e quella donataci dalla famiglia Fiorilli.

Com’è nato il rapporto con Leroy Merlin poi la partecipazione come soci fondatori a (RI)GENERIAMO?

Attraverso un’iniziativa di Bricolage del Cuore, Leroy Merlin nel 2018 ci offrì un contributo importante per la ristrutturazione della villa Giussani, dove la grande area box fu adibita a spazio per progetti contro la dispersione scolastica per ragazzi delle scuole medie e superiori. Poi Leroy Merlin ci supportò anche per la ristrutturazione della villa di Seveso donata dalla famiglia Fiorilli, dove abbiamo realizzato la nostra seconda comunità mamma-bambino, “La Casa di Mario e Augusta”, avviata a fine 2020. Il contatto con Leroy Merlin in entrambe le occasioni fu avviato e curato da Ivan Vitali, anche grazie alla sua collaborazione con la Scuola di Economia Civile: era la prima volta, per ConVoi, in cui entravamo in relazione con una realtà profit di quella dimensione. Proprio Ivan Vitali insieme a Luca Pereno iniziarono a ragionare sull’idea di (RI)GENERIAMO. Si trattava di una realtà che ci affascinava proprio perché sarebbe stata impegnata su progetti piuttosto diversi dalle attività cui eravamo abituati, per cui ci interessava trovare un punto di sintesi, trovare il modo di unire le forze partendo da prospettive diverse. Il modo di farlo fu far nascere l’impresa sociale ConVoi Lavoro, pensata per offrire opportunità di lavoro alle mamme o comunque alle persone legate alla realtà con cui ConVoi era in contatto da sempre: insegnando un mestiere, sostenendole in percorsi di inserimento lavorativo.

Ci sono ambiti in cui grazie al rapporto con (RI)GENERIAMO si sono aperte nuove prospettive per la vostra attività?

Per rispondere facciamo due premesse. La prima è che il bello e allo stesso tempo la fatica di ConVoi Onlus è sempre stata che ha continuamente provato a fare cose nuove. Sempre mantenendo, però, un filo conduttore: aiutare i ragazzi e le loro famiglie. La seconda premessa è che proprio perché nata in piena pandemia, nel 2020, come anche (RI)GENERIAMO, ConVoi Lavoro è stata purtroppo rallentata moltissimo nel suo sviluppo. Ciò detto, il raggiungimento del nostro obiettivo ultimo di consentire ai nuclei familiari in situazioni di disagio di mantenere la loro integrità, di rafforzarsi, accompagnando lo sviluppo della capacità genitoriale di mantenere i figli in famiglia prevenendo il rischio del distacco, poggia su due pilastri. Il primo è
ovviamente l’abitare. E il secondo, altrettanto ovviamente, è il lavoro. Attraverso ConVoi Lavoro, (RI)GENERIAMO e la sua rete, quindi, oggi possiamo provare a intercettare quella sorta di zona grigia in cui si trovano persone che hanno difficoltà oggettive a trovare lavoro ma che non sono facilmente “etichettabili”. Persone per le quali, cioè, è più complesso sviluppare interventi efficaci. In futuro contiamo perciò di sviluppare maggiormente servizi di questo tipo elaborando percorsi da realizzare insieme appunto a soggetti interni alla rete di (RI)GENERIAMO.

Cosa vedete per ConVoi nei prossimi vent’anni?

Vent’anni è un periodo troppo lungo, ma possiamo comunque parlare di futuro. Le sfide principali che vediamo sono due. Una è di carattere territoriale. Oggi ConVoi è attiva principalmente nella Brianza occidentale e vorremmo attivare interventi anche nella Brianza orientale, nella zona intorno a Vimercate. Stiamo analizzando i bisogni del territorio per poter strutturare un’offerta educativo-pedagogica che sappia rispondere specificamente a quei bisogni, facendo leva sul know-how, sull’esperienza, sul rilevante patrimonio di volontari e di donatori e in generale sulle reti territoriali che ConVoi ha costruito in tanti anni di attività. Cercheremo di accrescere il radicamento sul territorio attraverso la partecipazione a tavoli, l’interlocuzione con soggetti istituzionali e informali, attrezzandoci per essere preparati a rispondere ai bisogni con interventi adeguati ed efficaci. L’altra sfida riguarda la nostra offerta di servizi: vorremmo aprire un’attività diurna, nello specifico un centro educativo diurno, che supporti i minori in certe dinamiche particolarmente complesse. È un progetto che stiamo portando avanti con un aiuto importante di Leroy Merlin.

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Posted by:rigeneriamoit

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